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Piatti d’amore e d’euforia

Giugno. Tra loro due, occhi umidi e scambi di carezze a colazione, blocco notes e penna, sono pronta a prodigarmi in suggerimenti per la cena.

– Cosa ci consiglia signora? chiede lui poco attento alla mia fretta.

Coinvolta da quella languida atmosfera, azzardo un primo piatto che rispecchi il loro stato d’animo, ispirata dal panorama che si gode dalla veranda di Chiaraluce: Campofilone tra triangoli di mare sul crinale della collina di fronte, i campi ordinati delle coltivazioni biologiche danno un tocco d’arte.

-Euforia di tonnarelli – butto lì con una ostentata sicurezza che non risponde al vero, il piatto me lo sta suggerendo la loro inequivocabile tenerezza. Scansiono mentalmente gli ingredienti da poter accostare nel piatto e mi preparo a rispondere all’inevitabile…

-Cos’è? Euforia? – Ridono.

– Un piatto tra tradizione e innovazione – temporeggio. I tonnarelli sono una pasta all’uovo alla chitarra molto sottile, così sottile che la cottura ne smussa gli angoli. Sono prodotti nel paese che vedete da qui. Li cuocio… Se non vi incuriosisce posso pre…

-Assolutamente no, non dica altro. Ci fidiamo: euforia per due.

Bene, soddisfatta della conclusione rapida della trattativa per la cena, getto uno sguardo di ringraziamento alla campagna per avermi ispirata. Gli altri ospiti di giugno hanno già optato per altri primi piatti: zuppa di farro, cordelle ai profumi dell’orto e linguine di farro al pecorino fresco. Così posso dedicarmi alla neonata ricetta in un’armonia di proposizione senza far apparire la coppia come preferita rispetto alle altre e, dunque, privilegiata.

Gli equilibri sono sempre necessari, soprattutto in sala; un sorriso in più, una sosta a un tavolo più lunga fanno scattare immediatamente gelosie, frustrazioni e una pioggia di richieste aggiuntive. L’antipasto è uguale per tutti: zucchini in carpaccio alla menta, frittatine alle erbe selvatiche e qualche fettina di lardo.

I tonnarelli normalmente non sono complessi da preparare, bisogna evitare che si spezzino. Li lascio bollire giusto il tempo per renderli flessibili poi termino la cottura nei condimenti. Questa volta li trasferisco nel vino rosso, dal bouquet intenso, e poi li salto in uno stufato di verdure tagliate a piccolissimi cubetti: zucchini, carota sedano, cipolla e lattuga a striscioline. Su un piatto sistemo uno specchio di fonduta al parmigiano, dispongo al centro i tonnarelli arrotolati a matassina , sopra sistemo le verdure stufate, una spolverata di parmigiano e pepe, ed ecco fatto. Esperimento riuscito.

Come secondo piatto la scelta di tutti è caduta su “Rubens”, uno spezzatino di vitellone alle spezie del vin brulé – utilizzo un vino rosso importante con sentori di prugne e mirtilli – con corona di patate novelle bollite, condite con olio extra vergine d’oliva ed erba cipollina. Il mio è un omaggio ai contrasti cromatici della pittura fiamminga, sempre molto ben accolto dai commensali, che questa sera mi consente di mantenere il filo conduttore del vino rosso.

Un tocco di atmosfera romantica per tutti con luce fioca, candele, musica e la cena si avvia.
I miei due innamorati mangiano rimanendo per tutto il tempo mano nella mano. Il loro menù, mi accorgo, non prevede l’uso del coltello e una mano resta libera per la tenerezza. Il sommelier pensa ai calici, ogni tanto lascio i fornelli e mi affaccio discretamente per controllare come procede la serata ed è un piacere sbirciarli; in fondo sono la custode delle emozioni che si diffondono attraverso le note di una compilation di love songs e che contagiano anche le altre coppie.

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