gli ingredienti di una premiata chutney di oliva tenera Dop/ the ingredients of olive chutney.
Appuntamento annuale con l’oliva tenera del Piceno DOP. Food concept di Roberta Lazzarini che vede la presenza della tenera in ogni portata del menù.
Oltre duemila anni fa gli antichi romani, raggiungendo il Piceno lungo la via Salaria, scoprirono l’oliva tenera. Questa era già coltivata ad Ascoli, nella Vallata del Tronto e nel vicino Abruzzo. La prelibatezza dell’Oliva Tenera ascolana è oggi riconosciuta anche in campo europeo attraverso la Denominazione di Origine Protetta.
Menù
Antipasto
degustazione di oli e di olio di oliva tenera DOP, crostini alla tenera, formaggi morbidi alla tenera, olive ripiene.
Primo
raviolone al ragù di coniglio e oliva tenera
Secondo
tasca di pollo con salsiccia e oliva tenera e crema di tenera
Dolce alla tenera, vino, caffé Euro 20
info e prenotazioni allo 0735 72376 - 328 3044592
L’iniziativa si inserisce nel quandro delle manifestazioni organizzate dal CIRCUITO DEGLI ORTI (circuito delle cucine tipiche locali) in collaborazione con l’associazione
Si inaugura domenica alle ore 18.30, presso la sala conferenze della Libreria Rinascita di Ascoli Piceno, la mostra dell’artista Henrica van Velzen.
Concepita come un tour per lo sviluppo della cultura del rispetto dell’ambiente e della salvaguardia della natura, è stata tenuta a battesimo alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto lo scorso febbraio, con il patrocino del Comune della cittadina rivierasca e con il contributo di PicenAmbiente per i contenuti; in aprile è stata ospitata da The Lay Centre di Roma con il sottotitolo e in agosto dal Country House Chiaraluce di Massignano con il sottotitolo .
Henrica van Velzen olandese di nascita, vive tra Roma e Massignano dove ha il suo atelier. La sua creatività è paradossalmente stimolata dalla disattenzione dell’uomo e dai suoi scarti che abbrutiscono spiagge, spazi verdi e foci dei fiumi. Nelle sue opere pittoriche e scultoree si rincorrono, così, paesaggi di spazzatura, plastiche, lattine, resti del lavoro dei campi e rifiuti di ogni genere: tutto quello che invade, come nuovo nemico, i nostri spazi. Nelle sue passeggiate lungo la Riviera delle Palme e le foci dei fiumi della Bassa Marca, raccoglie campioni e li cataloga in contenitori di fortuna, eletti a cornici del disfacimento. Per lenire la sua sofferenza e non limitarsi solo alla denuncia tout court, Henrica intraprende un processo di affinamento delle sue emozioni più ruvide e trasforma le visioni materiali in valori immateriali. E’ un processo di sublimazione, il suo, lungo un sentiero creativo che si distanzia dal puro compiacimento delle forme visive policrome e trova un nuovo approccio al messaggio artistico attraverso un’ ironica storicizzazione del passaggio dell’uomo. Non a caso lei intreccia con i suoi strumenti la tela di una nuova preistoria. E dagli scarti nascono nuove forme che comunicano l’ansia di fermare lo scempio, sul quale spesso stende, pietosa, una mano di colore: il bianco, come sudario.
Roberta Lazzarini
Tre giorni a disposizione per gustare il più tradizionale dei menù. Una maialata.
Un’occasione per stare insieme.
Ospite generso di muschi ed edere, l’albero antico respira luce ai suoi piedi ben saldi sulla terra di Sutri