Benvenuti a Chiaraluce,

Immersi nelle colline di Massignano, un’oasi di tranquillità, e a due passi dal mare. Quando si ha voglia di regalarsi un weekend di serenità, buona cucina, splendidi paesaggi e molto altro!

Leggi cosa hanno scritto nel Libro degli Ospiti

Date un’occhiata anche a www.countryhouseonline.it


mare e campagna in tutto relax,

Basta girare lo sguardo per godere di tutta la bellezza che le Marche possono offrire, dalla verde campagna al mal mare dal blu profondo…

E dalle nostre finestre si vede sorgere il sole dall’acqua, basta svegliarsi presto!


sfoglia il nostro blog,

scopri cosa offriamo



e prenota subito.

Lasciaci un messaggio e ti risponderemo al più presto!

Leave us a message and we will contact you as soon as possible!

Country House Chiaraluce
Contrada Fonte Trufo, 34
63010 Massignago (AP) Italy
Tel. e Fax: +39 0735.72376
Mobile: +39 328.3044592 / +39 348.3514131

Nome

Email

Info su

Due parole


Country House Online >>   -

Archivio di Giugno 2013

Roberta Tamiso
lucrecia.jpgStrane cose i ricordi, frammenti di vita che svolazzano nell’aria come fiocchi di neve trasportati dal vento, granelli di polvere che svaniscono quando credi di averli afferrati.
Ho sempre avuto l’illusione di saper trattenere ogni memoria emersa dal passato, anche la più remota, ma a volte se chiudo gli occhi e mi volgo indietro vedo soltanto buchi neri circondati da figure sbiadite.
Quante volte ho sentito qualcuno dire di saper ricordare solo la felicità come se il dolore si autodistruggesse miracolosamente col passare degli anni. Magari fosse così anche per me: le lacrime e gli sguardi delle persone che ho amato, deluso e ucciso mi restano aggrappati addosso e vengono a trovarmi di notte sottoforma di incubi. Forse è ciò che capita a chi ha il privilegio di vivere due vite diverse, opposte. A chi muore per poi rinascere.
Spesso la prima vita si confonde nell’oblio del tempo ma il dolore resta e bisogna soltanto imparare a convivere con esso, addolcirlo con la quotidianità, abbellirlo con il trucco, con una spruzzata di profumo o con una nuova acconciatura, rendendolo un compagno fedele. A volte si riesce come per miracolo a farlo sembrare piacevole.
C’è un vento caldo che entra dalla finestra, anche se è dicembre. Si dice che porti neve: sarebbe bella una nevicata ora che arriva il Natale.
Roberta Tamiso
Avremo un ospite speciale stasera: Rebecca è intenta a preparare la paella, già il profumo ne riempie le stanze e se guardo dalla finestra, le strade di Madrid mi invitano a lasciarmi ingoiare dalla folla delle diciotto, l’ora in cui tutti abbandonano le proprie solitudini per confondersi con altre centinaia di persone come branchi in esodo.
È la città adatta a chi fugge la solitudine, il sole regala raggi d’oro che si riversano sulle case, sulle insegne dei negozi, sulle cupole delle chiese, sui volti bruniti della gente allegra e urlante, donandogli quella sfumatura purpurea di cui anche terra e cielo si colorano.
Da lontano mi giungono note di chitarra classica, suoni familiari di flamenco, che sembrano trafiggermi il petto, cacciarmi lacrime dagli occhi…sarà suggestione o forse è davvero una melodia nota… legata a un tempo tanto lontano e tanto triste.
È qui che ho scelto di ricominciare la mia vita, apparentemente senza una vera ragione, anche se a pensarci bene, dentro di me ho sempre saputo di appartenere al calore di questo posto e di chiamarmi Lucrecia. Dovevo soltanto capirlo, convincermi che valeva la pena lasciarsi alle spalle chi ero per diventare chi, sempre, avrei dovuto essere.

io-sono-medusa.jpgRoberta Tamiso
E’ una giornata piovosa, umida e fredda. Una giornata di quelle che a Milano non mancano mai e che ti fanno passare la voglia di star fuori.
Non importa perché, comunque, non potrei uscire di qui. E in fondo anche prima, quando la mia vita somigliava a quella di una persona qualunque, che si vede camminare per strada, la mia casa mi bastava. D’altronde non avrei avuto luoghi o persone da frequentare.
Però ricordo bene il freddo di questa città, quando, dopo il lavoro, facevo quel tratto di strada non troppo lungo in periferia, superando il supermercato, la vetrina del negozio di intimo, la cartoleria e la gelateria con la scritta azzurra per giungere, svoltato l’angolo, davanti alla porta della casa in cui ho vissuto per poco meno di tre anni. Beh, la odiavo quella pioggerellina fitta che neppure riuscivi a vederla ma che ti si appiccicava addosso come un insetto viscido e la sentivi sui capelli, sulla giacca, mentre i piedi diventavano umidi. Le buste della spesa erano pesanti e quando le auto sfrecciavano veloci sfiorandomi, perdevo l’equilibrio.
Le scale che portavano al mio appartamento erano ripide e controluce riuscivo a scorgere le impronte delle scarpe dei bimbi del sesto piano. A volte non riuscivo a resistere e cercavo di pulirle strofinando con lo straccio.
Ho sempre odiato il disordine. La polvere ostinata che ogni sera mi ossessionava con la sua invadente presenza sulla credenza della cucina, mi faceva diventare pazza.
Mi manca la mia casa, ci stavo bene. Adesso che sono qui, chiusa ormai da sette mesi in una minuscola stanza, tra le altre cose mi manca il profumo di pulito delle lenzuola, il pavimento lucido e gli specchi scintillanti.
Qui c’è uno specchio minuscolo vicino al lavandino, sporco e ossidato dal tempo, sulla cui superficie a malapena riconosco me stessa, Medusa, col volto segnato dal dolore, con gli occhi umidi di lacrime versate di nascosto, con l’animo oppresso da un peso opprimente e da una nostalgia struggente.
Racconterò la mia storia con sincerità, senza paura, senza tralasciare alcun particolare. Potrei dire che lo faccio per mille diversi motivi ma la verità è che ho bisogno di ricordare, di rivivere la passione incredibile che in quel periodo della mia vita mi ha travolta e trascinata fin qui.

il-vecchio-trombone.jpgLa musica, la fantasia e la creatività, sono l’essenza della vita e ci accompagnano nel nostro cammino. Questa fiaba è ispirata dai miei ricordi
d’infanzia, dai primi suoni con gli amici e dai racconti dei vecchi Maestri; ed attraversa i luoghi e le immagini che hanno fatto parte dei
miei primi quindici anni. Lo scopo della fiaba è quello di favorire lo sviluppo, la fantasia e la creatività nei bambini, far conoscere il linguaggio
musicale attraverso il suono e l’uso degli strumenti per comunicare eventi e messaggi, favorendo le capacità di percezione e di attenzione, cercando di riunire quelle che sono le componenti educative della lettura, delle immagini e della musica. Il tutto attraverso un percorso che ruota intorno al divertimento ed al gioco.

Giuseppe Riccio

È nato a Ginestra degli Schiavoni in provincia di Benevento. All’età di 12 anni suonava nella Banda musicale del paese e ha iniziato gli studi di
tromba presso il Conservatorio Statale“U. Giordano” di Foggia. Dal 1975 vive a Poggibonsi in provincia di Siena.
Diplomato presso il Conservatorio Statale “Luigi Cherubini” di Firenze in Clarinetto, ha fatto parte di gruppi musicali in varie formazioni; ha partecipato alla creazione di alcune scuole di musica nella Val d’Elsa dove ha insegnato per diversi anni. Ha fondato e diretto per sette anni la
Banda Sonora “La Ginestra” della Città di Poggibonsi, partecipando a numerose manifestazioni e concerti in molte regioni d’Italia tra queste da segnalare in particolare un concerto di beneficenza per l’ospedale pediatrico MEYER di Firenze. Dal 1998 lavora presso la Scuola per l’Infanzia
del Comune di Poggibonsi. Dice di se: “Mi piace fare musica, raccontare fiabe e lavorare con i bambini”.

riccio.giuseppe@alice.it

img_0113.JPGimg_0113.JPGCarprese and quail eggs , the best starter in summer, energetic and fresh.

lorella.jpeg<...la sua idea del giardino degli odori e dei sapori era piaciuta ed oltre ad un cospicuo premio in denaro vi era la concreta possibilità di rendere operativo il progetto.
E' al settimo cielo, ma Alessio non c'è a condividere la sua gioia, c'è però la sua amica Edi che molto volentieri l'accompagna: Riceve il premio in una fresca e splendida giornata d'autunno nel Comune di Matelica in provincia di macerata che ospita la manifestazione e che è considerato uno dei più belli borghi d'Italia da visitare. ...>

- <”Era cresciuta libera grazie alle conquiste di questi giovani, molti di loro uccisi dai fascisti e dai tedeschi e non poteva immaginare una vita senza la libertà di parola, di pensiero, una vita nell’oppressione di un regime che uccideva i diversi

lorella.carli@tiscali.it